In fuga dal buon senso. Il ruolo del paradosso in «Le pietre volanti» di Luigi Malerba
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.1721-4777/25054Parole chiave:
identità, Luigi Malerba, matematica, postmodernismoAbstract
Il presente contributo si propone di analizzare l’uso del paradosso in Le pietre volanti (1992) di Luigi Malerba, leggendo l’opera non solo come tentativo letterario di rappresentare l’emergere della postmodernità, ma anche ri-contestualizzandola all’interno della crisi cui va incontro l’ambito della logica matematica. La scarsa considerazione del ruolo del paradosso, infatti, deriva dall’aver attribuito ben poca rilevanza al trauma dell’infondatezza della matematica, giudicata una perdita di valore marginale rispetto al crollo delle altre ‘grandi narrazioni’ che hanno tentato di fornire spiegazioni esaustive e totalizzanti della realtà. L’articolo esamina in che modo la letteratura assimili i paradossi logici e i famosi teoremi dell’incompletezza di Gödel, muovendo dalla lettura di Gilles Deleuze dell’opera di Lewis Carroll in Logica del senso (1969) ed estendendo la ricerca a concetti chiave introdotti in testi successivi, come Mille piani (1980).
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