La passione, motore e freno nell’«Elegia di madonna Fiammetta» di Boccaccio

Philippe Guérin

Abstract


Madonna Fiammetta, protagonista dell’Elegia (omodiegetica) da Boccaccio a lei intitolata, annuncia nel prologo di voler «narrare i casi» suoi. Si tratta in realtà, dopo aver rintracciato in due capitoli la brevissima storia d’amore-passione da lei vissuta con l’amante che l’ha sedotta e poi lasciata, di renderci partecipi dell’altalena degli stati passionali che fa seguito all’abbandono da parte del traditore, il quale non dà più nessuna notizia, nonostante la promessa del ritorno. L’andamento ciclico degli affetti, interrotto solo da tentativi sia di cura (proposta dai familiari), sia di suicidio dell’eroina, tutti però fallimentari, costituisce una sorta di anti-narrazione, se il concetto di narrazione implica dispiegamento su un asse di successione temporale di eventi diretti a un(a) fine. Il saggio, dopo aver analizzato la temporalità paradossale del dire elegiaco, si interroga quindi su quel che narrazione può significare in simile contesto.


Parole chiave


Boccaccio; Elegia di madonna Fiammetta; amore; passioni; temporalità; narrazione

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DOI: 10.6092/issn.1721-4777/9840

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