«Me ne offre una gran luce Vitruvio, ma non tanto che basti». Umanisti e artisti al lavoro in tandem sul «De architectura»

Andrea Severi, Giacomo Ventura

Abstract


Il saggio mette in evidenza la multiforme ricezione del De Architectura tra Quattrocento e Cinquecento, concentrandosi in particolar modo sugli apporti esegetici al complicato testo vitruviano da parte degli umanisti e degli artisti. Gli autori dedicano inoltre spazio ad illustrare tre case studies che testimoniano come l’intrinseca complessità del testo vitruviano e lo stratificarsi delle interpretazioni umanistiche abbiano portato a significative innovazioni nella pratica architettonica degli artisti del Rinascimento.


Parole chiave


Vitruvio; Umanesimo; Rinascimento; De Architectura; architettura

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DOI: 10.6092/issn.1721-4777/10407

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