Tommaso Pincio, l’arte nella letteratura. Tra iconotesti, ekphrasis e scrittura visiva

Lavinia Torti

Abstract


Alla luce dei recenti studi sul rapporto tra letteratura e cultura visuale, il contributo intende analizzare testualmente alcune opere narrative di Tommaso Pincio in cui sono inclusi elementi iconografici. Viene qui adottato come essenziale strumento critico un catalogo formulato dallo studioso Michele Cometa, che individua quattro categorie di relazione tra i linguaggi verbale e visivo: il Doppelbegabung (o doppio talento); l’ekphrasis; le forme miste; le omologie (strutturali, tematiche, poetologiche, metaforiche). L’articolo propone quindi un’analisi delle strategie impiegate da Pincio nell’intersezione tra testo e immagine, in particolare: il doppio talento nella creazione e nell’inserimento di opere figurative in opere letterarie (Cinacittà, 2008, Lo spazio sfinito, 2000); la realizzazione di iconotesti (Lo spazio sfinito, Hotel a zero stelle, 2011, Pulp Roma, 2012); la formulazione di ekphrasis in Il dono di saper vivere (2018); la teorizzazione dell’omologia strutturale tra linguaggio verbale e visivo in Panorama (2015).


Parole chiave


Tommaso Pincio; ekphrasis; iconotesti; fotografia; cultura visuale

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Tommaso Pincio, Il dono di saper vivere, Torino, Einaudi, 2018




DOI: 10.6092/issn.1721-4777/9372

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